Carissimi,

vi raggiungo con questa mia in occasione del prossimo S. Natale e nel contesto della visita alle famiglie, che, a partire da questa felice data, è tradizione compiere.

Per tutto un anno siamo stati sollecitati da papa Francesco a considerare la misericordia del Padre come l’evento che più ci dà speranza. Una misericordia che è anzitutto dono di Dio, il quale s’incarna, si rivela, si dona!

Ma è anche invito a fare altrettanto. I cristiani non sono quelli che guardano ciò che fa Dio e al più lo contemplano. Essi sono chiamati e investiti di Spirito Santo perché agiscano, facciano, operino come Dio, in Suo Nome.
Perciò, a noi è stata usata misericordia affinché noi potessimo viverla e praticarla.

Da sempre la Chiesa è chiamata a sostenere questo progetto, anche come “piccolo gregge”.
Perché, forse, sono conclusi i tempi di una Chiesa trionfale, fatta di grandi numeri e potenti mezzi, e ci accorgiamo come le nostre “assemblee” sono sempre meno frequentate. Per qualcuno la causa è da cercare nella trascuratezza della fede, che non suscita più grandi stimoli o negli interessi che non si riconoscono molto nei principi evangelici; per altri in una non meglio specificabile frenesia della vita e nella conseguente frammentazione, che impedisce di riconoscersi in un soggetto capace di sostenere il cammino.

Per ragione anche dei tempi, in cui la precarietà è diventata una costante, tutto diventa difficile; nonostante l’uomo si senta sempre più signore e padrone del creato per le sue conquiste in campo tecnologico, scientifico, politico…
Ma questo non ci deve disorientare! L’annuncio del vangelo è per tutti (popoli, razze, culture, tempi…), anche se non è accolto da tutti. E talora si preferisce una forma di religiosità costretta in prospettive ristrette e dal “fiato corto”, ma umanamente gratificante: questa riduzione però rende il vangelo distante dalla vita quotidiana!
Il vangelo, invece, ha la forza e la capacità di andare ben oltre le cose che hanno una fine, e di portarci là.
Il vangelo è ancora ciò che fa l’uomo davvero grande… L’unica!

La Chiesa ha il grande e gravoso compito di annunciarlo. Di annunciare l’infinito orizzonte che viene offerto all’uomo, ad ogni uomo, chiunque egli sia. Perché il vangelo non è un libro da custodire gelosamente da parte degli “iniziati”, di un’élite; non è l’insieme di regole e concetti che sollecitano e suscitano nuove ideologie; non è la “coperta” (sempre troppo corta) che si considera quando serve… ma il Verbo incarnato nella storia dell’uomo, che ci fa incontrare Dio.

Ebbene, pur non volendo fare da maestro o da padrone del pensiero o della fede di nessuno, l’invito che faccio è quello di continuare ad essere nella Comunità e nel nostro tempo, promotori di vangelo, perché questo non sia solo un bel racconto per ingenui o ignoranti; per gente poco furba che ha poco o niente da perdere; per bambini a cui si deve dire cosa fare o vecchi che non hanno altro da fare…

Il vangelo è e rimane la Parola che più di ogni altra è diventata necessaria per chi sceglie che la vita valga più del cibo e il corpo più del vestito (cfr Mt 6,29).
E questa Parola, che si è fatta carne in Gesù, attende di essere incarnata in ciascuno di noi.

Vi giungano i nostri più sentiti auguri per un felicissimo e santo Natale e un ottimo anno nuovo!


don Giancarlo con don Antonio,
le rev. Suore e il Consiglio Pastorale