A R C I D I O C E S I   D I   M I L A N O - Curia Arcivescovile

IL VICARIO GENERALE

Ai fedeli della Parrocchia San Lorenzo LAZZATE

Carissimi,

siate benedetti nel nome del Signore! Vi porto la benedizione, il saluto, l’apprezzamento e l’incoraggiamento del Cardinale Arcivescovo che rappresento in questa fase conclusiva della Visita Pastorale.

La vostra comunità vive dentro la Chiesa Ambrosiana e nella comunione della Chiesa Cattolica, continuando nel vostro territorio la missione che il Signore risorto ha affidato ai suoi discepoli.

Nel contesto particolare di questo cambiamento d’epoca che stiamo vivendo nella gioia dello Spirito, sotto la guida di Papa Francesco, accogliendo le indicazioni del Cardinale Arcivescovo, siamo chiamati ad accogliere con gratitudine la grazia della comunione che ci raduna e ad esprimerla in una coralità sinfonica che condivide alcune priorità e si decide per un passo da compiere.

Quanto alle priorità da condividere è opportuno esplicitare alcuni tratti della proposta pastorale che sono irrinunciabili

La comunità dei discepoli del Signore vive del rapporto con il Signore. Si potrebbe dire che è una comunità che nasce dall’Eucaristia e che vive un clima di preghiera fedele e fiduciosa, nella persuasione che senza il Signore non possiamo fare nulla.

La priorità deve essere quindi la cura per la celebrazione della Messa domenicale: deve essere un appuntamento desiderato, preparato, celebrato con gioia e dignità: quindi è necessario che ci sia un gruppo liturgico che anima la liturgia, un educazione al canto liturgico, una formazione dei ministranti e di tutti coloro che prestano in servizio nella celebrazione.

La cura per la celebrazione non si riduce alla cura per un adeguato svolgimento del rito, ma deve soprattutto propiziare che la grazia del mistero celebrato trasfiguri la vita dei fedeli e si irradi nella vita ordinaria con i suoi frutti irrinunciabili: in particolare deve risplendere la gioia e la comunione che fa dei molti un cuore solo e un’anima sola.

Deve essere favorita anche la preghiera feriale, promuovendo la partecipazione alla messa, la preghiera della liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica la preghiera del rosario, le devozioni popolari. Le pubblicazioni proposte dalla Diocesi (La Tenda, la Diurna Laus per esempio) offrono un aiuto prezioso per vivere quotidianamente la preghiera liturgica. È poi opportuno che la chiesa sia aperta, per quanto possibile. È necessario che la comunità esprima persone volontarie affidabili e convinte per tenere aperta la chiesa, per animare la preghiera della comunità anche in assenza del prete (per esempio rinnovando il gruppo dell’Apostolato della preghiera).

La comunità dei discepoli del Signore è il contesto in cui ciascuno riconosce che la sua vita è una grazia, una vocazione, una missione. Ogni proposta pastorale deve avere come obiettivo l’aiuto perché ciascuno trovi la sua vocazione e la viva nelle forme che lo Spirito suggerisce, quindi nella pluralità delle forme associative e dei percorsi personali. In particolare la pastorale giovanile deve essere scuola di preghiera e percorso vocazionale. La scelta dei diversi stati di vita deve essere accompagnato con sapienza e autorevolezza dagli adulti della comunità così da favorire le decisioni definitive per la vita matrimoniale o le forme di speciale consacrazione. La comunità degli adulti infatti deve pensarsi come comunità educante.

La comunità dei discepoli del Signore è presente nel contesto in  cui vive come il sale della terra, la luce del mondo, il lievito che fa fermentare tutta la pasta. Nella complessità del nostro tempo coloro che condividono la mentalità e i sentimenti di Cristo hanno la responsabilità di testimoniare come la fede diventi cultura, proponga una vita buona, desiderabile per tutti, promettente per il futuro del paese e dell’Europa. Nella conversazione quotidiana, nell’uso saggio degli strumenti di comunicazione della comunità (stampa parrocchiale, buona stampa, specie Avvenire, Il Segno, centri culturali, sale della comunità, social, ecc) i discepoli del Signore condividono, argomentano, approfondiscono quella visione dell’uomo e della donna, del mondo e della vita che si ispira al Vangelo, che si lascia istruire dal magistero della Chiesa e dalla ricerca personale.

Quanto al passo da compiere individuato durante le fasi precedenti della visita pastorale, è fatto proprio dal Cardinale Arcivescovo e raccomandato in questi termini:

Una cura particolare deve essere dedicata all’oratorio come il “luogo delle relazioni belle” per tutti, favorendo quel “luogo” (da intendere non solo in quanto ambiente e struttura fisica) come occasione di incontro per la formazione e l’aggregazione di ogni realtà presente nell’ambito parrocchiale.

La splendida tradizione che ha caratterizzato la parrocchia per un cammino di fede, identificabile negli aspetti fondamentali del cristianesimo (il culto, la formazione, la carità,  la missione e l’obiettivo di proporre a ciascun credente un itinerario di costante conversione e crescita) deve continuare e insistere per una caratterizzazione e sensibilizzazione maggiore per quelle iniziative, modalità e luoghi, che innatamente hanno in sé un carattere profetico, teso a favorire una maggior integrazione tra fede celebrata, talvolta in forma “intima”, e fede vissuta, anche a partire da rapporti semplici, profondi e condivisi in una comunione d’intenti e di responsabilità. Il Consiglio dell’Oratorio co Comunità educante può essere il soggetto che, in stretto contatto con il Consiglio pastorale parrocchia svolga riflessioni, operi scelte e formuli proposte attuative.

Incarico il consiglio pastorale di riprendere e attuare le indicazioni di questa lettera e di verificarne puntualmente l’attuazione con scadenza annuale [nella prima settima di quaresima degli anni a venire]

Accompagno il cammino di tutti con ogni benedizione e invoco ogni grazia per intercessione dei santi Ambrogio e Carlo, dei santi patroni della parrocchia/comunità pastorale

IL VICARIO GENERALE

Mario Delpini

Milano, 14 giugno 2017.