CANTO:

Ti seguirò
Ti seguirò, o Signore
E nella tua strada camminerò

 

Ti seguirò
Nella via dell'amore
E donerò al mondo la vita

 

Ti seguirò
Nella via del dolore
E la tua croce ci salverà

 

Ti seguirò

nella via della gioia
E la tua luce ci guiderà

 

SALUTO

V.: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T.: Amen.

V.: Il Signore sia con voi.

T.: E con il tuo spirito.

 

L.:  In questo momento di preghiera chiediamo di aprirci al mistero di Cristo che attraverso la sua passione e sofferenza ha voluto morire per noi. Col dono del suo Spirito possiamo comprendere e penetrare il dono che Gesù, attraverso la Croce, ha portato a tutti gli uomini. La contemplazione del Suo dolore, che per noi è la sapienza della croce, ci permette di capire il senso del nostro dolore.

 

Pausa di silenzio

 

PREGHIERA

V.: O Dio, che hai dato agli uomini come modello di umiltà e di pazienza Gesù Cristo nostro fratello e redentore morto in croce per noi, donaci di accogliere gli insegnamenti della Sua Passione e di condividere la Sua Gloria di Salvatore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.

T.: Amen.

 

 

PRIMA STAZIONE

GESU’ NELL’ORTO DEGLI ULIVI

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

  1. Dal vangelo di Marco (14,32-36)

Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

 

RIFLESSIONE

Gesù, come ogni uomo, vive la paura della morte. È angosciato perché è giunta l’ora della passione, sa che i suoi amici lo stanno abbandonando. Ai più vicini ha chiesto di vegliare con Lui, ma loro, appesantiti dalla fatica, si addormentano. Nella solitudine la paura si intensifica, l’angoscia aumenta. In quel momento tragico l’abbandono al Padre è espressione del suo desiderio, soprattutto accettazione della sua volontà. Accogliamo nella preghiera tutti i fratelli atterriti dalla paura, sofferenti per la solitudine e l’abbandono.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo: Veglia con noi.

 

- Quando la paura della morte diventa forte e soprattutto quando avvertiamo che la nostra vita terrena giunge al termine.

T.: Veglia con noi.

-Quando la nostra indifferenza dimentica chi sta lottando per la vita, chi muore in guerra, chi viene sommerso dalle onde del mare mentre cerca la pace e la libertà.

T.: Veglia con noi.

-Quando, oppressi dai problemi, siamo tentati di lasciarci vincere dalla disperazione e non siamo capaci di abbandonarci alla tenerezza del Padre.

T.: Veglia con noi.

 

 

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Chiuso in un dolore atroce,

eri là sotto la croce,

dolce Madre di Gesù.

Santa Madre, deh, voi fate

Che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuor.

 

SECONDA STAZIONE

GESÙ È CONDANNATO DAL SINEDRIO

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo di Marco (14,55-65)

Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: «Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d'uomo»». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde.  Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.

 

RIFLESSIONE

Il sinedrio non cerca la verità, ma vuole affrancarsi a un capo d’accusa estorto anche con l’arroganza dell’autorità. Si crea così una situazione di clamorosa ingiustizia in cui il male è più forte del bene.

Questo quadro del Vangelo apre il nostro sguardo su tutte le ingiustizie che ancora oggi attraversano la nostra società che spesso dimentica che solo la verità rende liberi.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo: Rendici costruttori di giustizia.

 

-In una società dove spesso prevale l’ingiustizia.

T.: Rendici costruttori di giustizia.

-Nelle nostre relazioni familiari e comunitarie.

T.: Rendici costruttori di giustizia.

-Quando la verità è ostacolata dal pregiudizio, oscurata dalla menzogna e profanata dalla calunnia.

 T.: Rendici costruttori di giustizia.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Quanto triste, quanto affranta

ti sentivi, o Madre santa

del divino Salvator.

Santa Madre, deh, voi fate

Che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuor.

 

 

TERZA STAZIONE

GESU’ È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal vangelo di Marco (15,17-19)

Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.

 

RIFLESSIONE

L’insulto e il disprezzo dimenticano la dignità di ogni uomo, precludono la vera conoscenza, aprono progressivamente la strada alla violenza.

Preghiamo chiedendo perdono per questi atteggiamenti che hanno impoverito e oltraggiato la necessità di buone relazioni.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo. La carità renda feconde le nostre relazioni.

 

-Quando, chiusi in noi stessi, non comprendiamo il dono degli altri e non apriamo il nostro cuore.

T.: La carità renda feconde le nostre relazioni.

-Là dove l’ingiustizia e la prepotenza conducono a dimenticare la dignità dell’uomo.

T.: La carità renda feconde le nostre relazioni.

-Nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità cristiana, nella società.

T.: La carità renda feconde le nostre relazioni.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Dopo averti contemplata

col tuo Figlio addolorata,

quanta pena sento in cuor!

Santa Madre, deh, voi fate

Che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuor.

 

 

QUARTA STAZIONE

GESU’ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo di Marco (15,21)

Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.

 

RIFLESSIONE

Portare la Croce di Gesù è mistero e dono, vocazione e salvezza. Aiutare il fratello a portare la sua croce è solidarietà e Grazia. Farci aiutare a portare la nostra croce è umiltà e fiducia.

 

PREGHIERA

Preghiamo insieme:

Signore Gesù,

con Simone di Cirene è giunta la nostra ora.

Questa è per noi l’ora di offrirti le spalle,

di aiutarti a portare la Croce.

Nella nostra Croce c’è la Tua croce.

Nella Croce dell’uomo che soffre

c’è la Tua croce.

Aprici al mistero del dolore

per vivere la profondità della comunione.

Fa’ che l’ora del dolore

sia rivelazione d’Amore

e vigilia di festa.

Amen

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

E vedesti il tuo Figliuolo

così afflitto, così solo,

dare l'ultimo respir.

Santa Madre, deh, voi fate

Che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuor.

 

 

QUINTA STAZIONE

GESU’ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo di Luca (23,27-28)

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.

 

RIFLESSIONE

Lo sguardo di Gesù incrocia lo sguardo delle donne in pianto. Ad esse Egli rivela il significato della sua passione e della sua morte. La sua morte sarà sorgente di vita e di risurrezione. Non devono piangere su di Lui.

Preghiamo per tutte le persone che piangono nella sofferenza e anche per chi non sa più piangere per la sofferenza dei fratelli.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo: Concedici il dono delle lacrime.

 

-Davanti alla sofferenza dei fratelli, alle loro fatiche e preoccupazioni.

T.: Concedici il dono delle lacrime.

-Suscita in noi la consapevolezza dei nostri peccati e la sincerità del pentimento. 

T.: Concedici il dono delle lacrime.

-Aiutaci a credere che c’è una fecondità nel tempo della sofferenza.

T.: Concedici il dono delle lacrime.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Dolce Madre dell'amore,

fa' che il grande tuo dolore

io lo senta pure in me.

Santa Madre, deh, voi fate

Che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuor.

 

 

SESTA STAZIONE

GESU’ È CROCIFISSO

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo di Marco (15,24)

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.

 

RIFLESSIONE

Gesù Crocifisso, innalzato tra cielo e terra, è il segno inequivocabile della verità e della profondità dell’Amore di Dio. “La prima parola di Gesù sulla Croce, pronunciata quasi ancora durante l’atto della crocifissione, è la richiesta del perdono per coloro che lo trattano così… Egli non conosce alcun odio. Non grida vendetta. Implora il perdono per quanti lo mettono in croce e motiva questa richiesta: non sanno quello che fanno’”. (Benedetto XVI). Preghiamo per imparare che non c’è amore senza perdono e che il perdono è la prova della verità dell’amore.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo: Insegnaci il perdono.

 

-Quando abbiamo sbagliato e non abbiamo il coraggio di pentirci.

T.: Insegnaci il perdono.

-Quando siamo stati offesi e, covando risentimento, programmiamo vendetta.

T.: Insegnaci il perdono.

-Quando pensiamo che amare è dimenticare l’umiltà e la forza di ripartire.

T.: Insegnaci il perdono.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Fa' che il tuo materno affettò

per il Figlio benedetto

mi commuova e infiammi il cuor.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

SETTIMA STAZIONE

GESU’ MUORE SULLA CROCE

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal vangelo di Marco (15,34-37)

Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

 

RIFLESSIONE

Nella sua morte ci è dato il dono dello Spirito che ci riconcilia col Padre. Una vita nuova scaturisce dal cuore trafitto di Cristo che è la misericordia di Dio.

 

INVOCAZIONI

Preghiamo insieme e diciamo: Kyrie, eleison.

 

- Gesù, per la Tua morte e risurrezione, perdona i nostri peccati.

T.: Kyrie, eleison.

- Gesù, fa’ che riconoscendo il Tuo amore, cresca la nostra fede.

T.: Kyrie, eleison.

- Gesù insegnaci a morire d’amore.

T.: Kyrie, eleison.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

Di dolori quale abisso!

Presso, o Madre, al Crocifisso

voglio piangere con te.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

OTTAVA STAZIONE

GESU’ DEPOSTO NEL SEPOLCRO

 

V.: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

 

Dal vangelo di Marco (15,46)

Giuseppe d’Arimatea, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro

È l’ora del distacco, del silenzio e della speranza. La fede interpreta il mistero, è corsa verso il sepolcro per celebrare i primi segni della risurrezione di Gesù e nostra.

 

PREGHIERA

Preghiamo insieme:

Gesù, nella terra degli uomini

Sei il chicco di grano che muore.

Nella Tua morte appare la fecondità della vita.

Il sepolcro si spalanca.

Tu non vai lontano,

ma col Tuo Spirito,

abiti nel cuore di ogni uomo.

Al Tuo sepolcro corrono le donne e i discepoli.

Ascoltano il misterioso messaggio.

Ritornano nella storia:

raccontano, gridano, testimoniano e convertono.

Dalla morte è prodigiosamente nata la Vita!

Fa’ che ognuno di noi, visitato dal dubbio,

provato dalla tentazione e scandalizzato dal male.

Corra al Tuo sepolcro.

Fa’ che ognuno di noi ascolti le parole degli angeli.

E gridi “davvero il Signore è risorto!”.

Concedici questa gioia grande che anticipa quella del paradiso.

 

STABAT MATER (o ALTRO CANTO)

O Madonna, o Gesù buono,

vi chiediamo il grande dono

dell’eterna gloria in ciel.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

V.: Cristo luce della vita illumina il cammino. La sua presenza è la nostra gioia, la sua gioia è la nostra forza. È la gioia di un amore che alla fine vincerà; ecco perché osiamo pregare:

T.: Padre nostro...

 

ORAZIONE

V.: Guarda, Dio onnipotente, l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio Gesù Cristo nostro Signore e nostro Dio che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli.

T.: Amen.

 

SALUTO

V.: Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

T.: Amen.

V.: Il Signore ci benedica e ci esaudisca.

T.: Amen.

 

V.: Andiamo in pace

T.: Nel nome di Cristo